NEIVE IERI ED OGGI

NEIVE IERI ED OGGI

Una doppia prospettiva presente e passata su uno dei BORGHI PIU BELLI D’ITALIA visto da chi ci è cresciuto, l’ha lasciato per poi ritrovarlo dopo qualche anno.

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I primi 20 anni della vita passati in un piccolo paese delle LANGHE si ricordano con molto piacere e nostalgia. Non c’era un granché da fare a NEIVE, soprattutto per noi giovani. Il massimo della vita era la festa patronale di Settembre che noi della Pro Loco organizzavamo mettendoci cuore e passione. Erano tre le serate organizzate rigorosamente il primo week end di Settembre, nonostante il Santo Patrono fosse il 29 dello stesso mese, perché dopo si doveva vendemmiare e nessuno avrebbe avuto la possibilità di partecipare. Il tutto si svolgeva a Neive Alto, la discoteca di Radio Valle Belbo il venerdì per la Leva, la polentata e la serata danzante il sabato e il teatro la domenica sera. Domenica mattina Santa Messa, aperitivo con la Banda Musicale (dove io muovevo i primi passi nel mondo della musica con la mia fidata tromba, o meglio, flicorno soprano) e pranzo al ristorante da Marisa a Neive Basso. Il pomeriggio mercatini, palio dei Borghi (corsa con gli asini che “scimmiottava” quella più blasonata di Alba), rottura delle pignatte, caccia al tesoro, mercatini e tutte quelle cose tipiche delle feste di paese. Immancabile il banco di beneficienza nella chiesa sconsacrata di San Michele Arcangelo presidiato dal severo Don Cogno famoso per il suo "Vino del Parroco di Neive" tutt'ora presente sulle tavole di tutto il mondo.
Ho vissuto Neive quando l’alta stagione turistica era SOLO il periodo della Fiera del Tartufo, quando l’unico ristorante rinomato era la Contea di Claudia e Tonino che attirava tutti i grandi VIP per cene gourmet a base di tajarin, raviole, tartufo, e Barbaresco. Dopo cena si facevano due passi tra le vie scoscese per aiutare la digestione e scappavano via di nuovo verso la città incuranti di noi poveri tapini in trepida attesa di un autografo (no selfie erano gli anni 80). I pochi stranieri in circolazione vagavano tra le colline alla ricerca di cantine più o meno blasonate o della distilleria del compianto Romano Levi. Noi ragazzini facevamo a gara a chi riusciva ad intercettarne di più, ci offrivamo volontari per accompagnarli a destinazione con il nostro motorino (eravamo noi i primi TOM TOM!) sperando nella lauta mancia che andavamo subito a “spaccarci” ai giochi elettronici al Bar da Genesio o al Centro Sportivo.

Oggi NEIVE è diventato uno dei “must” per chi viene in vacanza nelle Langhe. Uno dei Borghi più belli d’Italia, con ristoranti di ottima qualità, negozi di prodotti tipici, enoteche super fornite e cantine che accolgono con professionalità e competenza i turisti e li accompagnano alla scoperta dei 4 vini tipici del territorio (Barbaresco, Barbera d’Alba, Dolcetto e Moscato) tutti rigorosamente DOC o DOCG. Il paese negli anni ha subito (e sta tutt’ora subendo) delle profonde e importanti riqualificazioni nel rispetto della storia e dell’architettura tipica dei borghi medievali. La stagionalità si è allungata tantissimo, primavera, autunno ma anche l'estate. Molte le attività volte ad agevolare ed incrementare uno sviluppo turistico che fa già numeri di tutto rispetto: L’apertura di un ufficio turistico e di un Museo dedicato al mito della "Donna Selvatica" reso famoso da Romano Levi, produttore di grappe d'autore, poeta e disegnatore di etichette a Neive. La ristrutturazione della Torre dell’orologio costruita nella prima metà del Duecento un simbolo della città di Neive per la conquistata indipendenza di comune autonomo. Una ristrutturazione che prevede la possibilità di salita per godere di un panorama mozzafiato sui territori di Langhe e Roero. Un variegato calendario di attività ed eventi durante tutto l’anno.

Se vi è venuta voglia di visitare il mio bellissimo paese, scrivetemi, ve lo farò scoprire con gli occhi di chi a NEIVE ci è cresciuto!

Massimo